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Funzioni Istituzionali

La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, è un ufficio con competenza distrettuale, in quanto esercita la sua giurisdizione sul territorio corrispondente al Distretto della Corte di Appello di Caltanissetta.

I compiti fondamentali della Procura per i Minorenni rientrano in due principali ambiti: penale e civile.

Nel settore penale l'Ufficio, attraverso le figure del Procuratore e del Sostituto Procuratore, promuove ed esercita l'azione penale per tutti i reati commessi dai minori di anni diciotto nell'ambito del Distretto della Corte di Appello di Caltanissetta.

Nel settore civile, la Procura per i Minorenni ha l'iniziativa processuale a protezione del minore, ed a quest'organo pervengono tutte le informative e le segnalazioni che riguardano un minore dalle varie forze di Polizia Giudiziaria e dei servizi (Servizi Sociali, Consultori familiari, Servizi di neuropsichiatria infantile, S.E.R.T.), i quali non hanno diretta legittimazione ad agire. La Procura, dopo un'eventuale più approfondita indagine attraverso i Servizi operanti sul territorio, formula al Tribunale per i Minorenni, le richieste volte a stimolare gli opportuni interventi attraverso l'apertura di procedimenti limitativi della potestà genitoriale ovvero di valutazione dello stato di abbandono del minore con eventuale inserimento in una valida famiglia sostitutiva di quella d'origine.

La Procura è non solo organo di promozione dell'azione giudiziaria, ma anche organo di controllo, nell'interesse del minore, dell'operato del Giudice, attraverso la partecipazione all'udienze, l'espressione dei visti sui provvedimenti, la formulazione dei pareri nei procedimenti iniziati su istanza dei privati, la redazione degli eventuali reclami contro i decreti.

A ciò va aggiunto l'impegno derivante dalla legge 64/94 che ha dato ratifica ed esecuzione alle Convenzioni internazionali in materia di sottrazione internazionali di minori e di rimpatrio, assegnando alla Procura per i Minorenni il ruolo di "longa manus" dell'Autorità Centrale, che si concretizza nella redazione del ricorso, nella partecipazione al procedimento e nell'esecuzione del provvedimento conclusivo.

Le innovazioni introdotte con la Legge 28 marzo 2001, n. 149 hanno altresì attribuito alla Procura della Repubblica per i Minorenni il controllo sugli Istituti che ospitano minori; tale controllo viene attuato attraverso:

  • visite agli Istituti che vengono effettuate con cadenza semestrale;
  • trasmissione da parte degli Istituti degli elenchi dei minori ricoverati;
  • relazioni sociali di aggiornamento sulla situazione socio-ambientale delle famiglie dei minori.

Se ne ricava da ciò che il ruolo dei magistrati minorili è estremamente peculiare e del tutto differente da quello dei magistrali ordinari, in quanto non si sostanzia soltanto nella trattazione dei procedimenti penali, civili e rieducativi, governati da norme connotate da specifiche particolarità, ma impone un'attività di diversa natura che, per l'ufficio requirente, si configura come attività di prevenzione primaria e secondaria.

In materia civile, come già detto, la Procura per i Minorenni ha l'iniziativa processuale a protezione del minore ed a quest'organo pervengono infatti tutte le informative e le segnalazioni che riguardano un minore, provenienti dalle varie forze di polizia giudiziaria e dai servizi che non hanno diretta legittimazione ad agire (Servizi sociali, Consultori familiari, Servizi di neuropsichiatria infantile, S.E.R.T.).

La Procura, dopo un'eventuale più approfondita indagine attraverso i Servizi operanti sul territorio, formula al Tribunale per i Minorenni, le idonee richieste volte a stimolare gli opportuni interventi attraverso l'apertura di procedimenti limitativi della potestà genitoriale ovvero di valutazione dello stato di abbandono del minore con eventuale inserimento in una valida famiglia sostitutiva di quella d'origine.

La Procura è, poi, non solo organo di promozione dell'azione giudiziaria, ma anche, nell'interesse del minore, organo di controllo dell'operato del giudice, attraverso la partecipazione alle udienze, l'espressione dei visti sui provvedimenti, la formulazione dei pareri nei procedimenti iniziati su istanza dei privati, la redazione degli eventuali reclami contro i Decreti.

A ciò va aggiunto l'impegno derivante dalla legge 64/94 che ha dato ratifica ed esecuzione alle Convenzioni internazionali in materia di sottrazione internazionali di minori e di rimpatrio, assegnando alla Procura per i Minorenni il ruolo di longa manus dell'Autorità Centrale, che si concreta nella redazione del ricorso, nella partecipazione al procedimento e nell'esecuzione del provvedimento conclusivo.

Nell'ambito delle attività di prevenzione primaria un particolare rilievo è dato da questa Procura per i Minorenni (la cui competenza si esercita sul territorio che corrisponde al distretto della Corte di Appello di Caltanissetta e che abbraccia le più problematiche provincie della Sicilia, e cioè Caltanissetta e Enna, nei cui territori ricadono i comuni di Gela e Niscemi), all'analisi del fenomeno della dispersione scolastica e dell'evasione del relativo obbligo ed alla individuazione dei più opportuni provvedimenti per contenerlo, operando di concerto e sottoscrivendo protocolli di intesa con i Provveditori e i competenti Assessori comunali.

Particolare attenzione è anche rivolta ai minori nomadi, in quanto quasi totalmente evasori dell'obbligo scolastico, nonché al fenomeno dei minori stranieri non accompagnati.

Ulteriori attività, nell'ottica predetta, sono costituite dai controlli sugli Istituti che ospitano minori mediante lo studio degli elenchi dei minori ricoverati, periodicamente inviati, e le ispezioni agli istituti medesimi. Ciò al fine dì verificare le motivazioni e la durata della istituzionalizzazione dei minori ed i rapporti con la famiglia d'origine, sì da stimolare i provvedimenti a loro tutela (nei casi più gravi l'apertura di un procedimento per la verifica ed eventuale declaratoria dello stato di abbandono e quindi di adottabilità) e in tal modo prevenire i danni loro derivanti da un indeterminato protrarsi del ricovero in istituto.

Tali attività vanno affiancate al carico inerente la materia penale, che procede dalla fase delle indagini preliminari sulle notizie di reato di qualsiasi natura attribuita a minori d'età, sino a quella dell'esecuzione dei provvedimenti e della sorveglianza sulla detenzione.

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni spetta di promuovere ed esercitare l'azione penale per tutti i reati commessi dai minori degli anni diciotto nel territorio della Corte di Appello o della sezione di Corte dì Appello in cui è istituito il Tribunale per i Minorenni, e perciò a lui sono trasmessi tutti i rapporti i referti, le denunzie, le querele, le istanze e le richieste concernenti reali commessi dai minori.

Il procedimento penale minorile, che è improntato alle c.d. "Regole minime di Pechino", approvate dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1985, è regolalo da normativa peculiare finalizzata a contenere i rischi ed i pregiudizi che derivano dal minore con il contatto con l'apparato della giustizia, agevolando le possibilità di rapida fuoriuscita dal circuito penale e riducendo le ipotesi di trattamento carcerario, in un ottica di recupero del minore deviante.

Tutte le disposizioni devono essere applicate in modo adeguato alla personalità ed alle esigenze educative del minorenne.

Il giudice illustra all'imputato il significato delle attività che si svolgono in sua presenza nonché il contenuto e le ragioni, anche etico-sociali, della sua decisione (art. 1 c.p.p. min.). Al fine di accertarne la imputabilità ed il grado di responsabilità ed allo scopo di valutare la rilevanza sociale del fatto, per disporre le adeguate misure penali e adottare gli eventuali provvedimenti civili, acquisisce, poi, unitamente al Pubblico Ministero, notizie sulle condizioni e sulle risorse personali, familiari, sociali e ambientali del minore, assumendo, anche senza formalità, informazioni da persone che abbiano avuto rapporti con il minorenne e ascolta il parere di esperti (art. 9 c.p.p. min.).

In ogni stato e grado del procedimento penale, l'Autorità Giudiziaria si avvale dei servizi minorili dell'Amministrazione della Giustizia e di quelli istituiti dagli Enti locali. L'assistenza al minore va assicurata anche da parte dei genitori o dì altra persona idonea da luì indicata e ammessa dall'Autorità Giudiziaria.

L'art. 10 dichiara inammissibile l'esercizio dell'azione civile per la restituzione ed il risarcimento del danno cagionato da reato e ciò proprio per impedire che un procedimento tutto orientato verso una funzione educativa venga snaturato da problemi ed interessi meramente economici.